Le finaliste di .itCup 2015: Papèm | ITCup
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Le finaliste di .itCup 2015: Papèm

Le finaliste di .itCup 2015: Papèm

di Antonio Pirozzi

 

Come nasce l’idea di Papèm?

L’idea di Papèm nasce una sera d’autunno in un bar a Palermo. Si parlava di come fosse difficile acquistare online prodotti di abbigliamento e design senza doverli poi rendere indietro per problemi di taglia e colore o perché il prodotto non è come ce l’aspettavamo. Quella sera abbiamo scherzato un po’ su come abbattere le barriere tra negozi fisici e online. Come fare a garantire la varietà di scelta e i vantaggi di prezzo che si trovano online con la disponibilità immediata, il provare prima di acquistare e l’alternativa immediata disponibile offline? Abbiamo pensato al mobile come strumento perfetto per garantire allo stesso tempo i vantaggi dello shopping online e quelli dello shopping offline. Allora non avevamo ancora pensato a tutti i vantaggi che una soluzione del genere avrebbe portato ai negozi fisici. Quella che è nata come una discussione in un bar tra amici che, vivendo in città diverse, non si vedono troppo spesso, si è trasformata, nell’arco di un paio di mesi, in un progetto serio. Lo scorso dicembre abbiamo deciso di fondare Papèm.

 

team papem

 

Quali tipi di costi abbatte Papèm?

La nostra app permette a tutti i negozi di moda e design di sfruttare il canale mobile (ormai più rilevante di quello desktop) senza alcun costo d’implementazione e di gestione. Noi creiamo un prodotto semplice da usare, dal design accattivante e “engaging” per gli utenti, noi investiamo in marketing per portare utenti sulla piattaforma, noi misuriamo la performance di ciascun partner e li aiutiamo a migliorare. Il negozio deve soltanto aggiornare il suo inventario con promozioni flash accattivanti, a tutto il resto pensa Papèm. In sostanza garantiamo ai negozi un canale di vendita addizionale e innovativo, senza che essi sostengano alcun costo fisso.

 

Qual è l’utente finale? Avete creato business sia con il negozio che con l’utente: ci spieghi come avete fatto?

I nostri clienti sono i negozi di moda e design, i nostri utenti sono i consumatori. È il concetto di marketplace. Abbiamo identificato un gap sul mercato: le boutique, le piccole catene di negozi e spesso anche i grandi brand non usano (o usano male) il canale mobile. Di conseguenza abbiamo deciso di creare un’app per mettere in contatto negozi e consumatori. Il primo passo è creare l’offerta selezionando i migliori negozi di moda e design città per città. Papèm ha già raggiunto decine di partner (tra brand e boutique singole) in due città italiane. Per quanto riguarda la domanda, sappiamo che più di €500 miliardi di vendite in negozio nei settori di moda e design sono influenzate dal mobile. Creare un’esperienza di shopping unica, multi-canale e multi-sensoriale è il nostro modo per raggiungere gli utenti target.

 

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Molti italiani vanno in Silicon Valley per far crescere il proprio progetto innovativo. Secondo te in Italia cosa non funziona? Dove si blocca il meccanismo della filiera?

Avendo lavorato per qualche anno con startup a Londra e a Berlino, posso dire con certezza che il mondo delle startup in Italia è ancora anni luce indietro rispetto ad altre realtà. Quello che manca non sono le idee ma i capitali. Anche quando si trovano i capitali, si fa fatica a fare fundraising a valutazioni competitive con altri ecosistemi di startup in Europa (per non parlare di Silicon Valley). Questo scoraggia giovani talenti che quindi preferiscono la sicurezza del mondo corporate piuttosto che fondare una startup e dare il 10% immediatamente a un acceleratore (una percentuale enorme per quello che si riceve in cambio) e chiudere il primo round di seed a valutazioni spesso ridicole.

 

Perché hai deciso di partecipare a .itCup?

Abbiamo deciso di partecipare a .itCup sia per ricevere coaching e feedback su alcuni aspetti specifici del nostro progetto che, soprattutto, per la possibilità di presentare Papèm agli investitori partner dell’iniziativa. Inoltre un amico startupper che ha partecipato l’anno passato ci ha parlato bene dell’iniziativa, consigliandoci fortemente di partecipare.

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