Le finaliste di .itCup 2015: Timeneye | ITCup
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Le finaliste di .itCup 2015: Timeneye

Le finaliste di .itCup 2015: Timeneye

di Antonio Pirozzi

 

Organizzare al meglio la propria produttività e quella dei dipendenti, gestire le ore di lavoro e i budget per tracciare la routine lavorativa: uno strumento semplice e efficace messo a disposizione della PMI da Timeneye, la sesta startup finalista di #itcup15.

 

Come nasce l’idea di Timeneye?

Il software era stato sviluppato inizialmente per stimolare l’innovazione di DM Digital SRL, una software agency con sede a Modena focalizzata sulla semplificazione dei processi produttivi utilizzando prodotti altamente innovativi. Daniele Grassi, CEO di DM Digital, voleva che il suo team, incentrato prevalentemente sulla consulenza per clienti esterni, fosse in grado di dedicare parte del tempo lavorativo per dare sfogo a progetti di software design innovativo, monitorando contemporaneamente che questi non “togliessero” troppo tempo alle attività di consulenza. Timeneye è quindi nato per ottenere dati in tempo reale sulla propria produttività e su quella del proprio team in modo da ottimizzare il tempo impiegato per varie attività, riducendone le funzioni di gestione e di creazione di report settimanali e mensili generalmente controllato attraverso Excel.

 

Timeneye è un programma che potrebbe portare a risparmiare i freelance e le piccole aziende? In che modo?

La risposta è molto semplice. I freelancers solitamente si occupano di molti progetti appartenenti a diversi clienti, e spesso lavorano con una tariffa oraria. Timeneye offre la possibilità di assegnare un budget orario e di monitorare in real­time tutti i progetti a cui si sta lavorando. Solo attraverso l’analisi del tempo impiegato per completare tasks e/o progetti è possibile stimare costi futuri e ottimizzare il proprio tempo lavorativo in modo da aumentare la propria produttività. Timeneye inoltre permette di esportare i report relativi allo sforzo effettuato per un progetto e/o cliente in un dato periodo di tempo: a settembre ci integreremo con una piattaforma di invoicing e sarà possibile inviare in pochi click le fatture da Timeneye ai clienti. Per quanto riguarda le piccole/medie aziende, Timeneye si pone come strumento essenziale per i project managers per monitorare il tempo speso per ogni singolo progetto. Per non sforare il budget è necessario avere un overview in real­time dei vari progetti attivi ed analizzare costantemente lo sforzo di ogni singolo dipartimento all’interno del team per valutare se intervenire inserendo del personale aggiuntivo (nel caso in cui il progetto richieda un maggiore sforzo umano in termini di ore), oppure se assegnare a uno o più utenti dei progetti aggiuntivi (nel caso in cui non stiano contribuendo al 100% al progetto iniziale). Ci tengo a precisare che lo scopo di Timeneye non è quello di monitorare ogni singolo dipendente sfruttando la sua forza lavoro. Timeneye è un tool di produttività e di self­ improvement e non di monitoring.

 

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Qual è la novità di Timeneye rispetto alle altre realtà simili?

Siamo la prima azienda italiana ad aver ideato un software di time tracking e al momento siamo tra i 10 migliori software di time tracking al mondo. L’aspetto che ci caratterizza dagli altri software è la capacità di Timeneye di suggerire time entries imparando giornalmente la routine degli users. Ad esempio: se si lavora per un progetto per molto tempo, risulta controproducente (in termini di tempo) dover inserire le stesse time entries tutti i giorni. Abbiamo quindi sviluppato una feature che suggerisca, sulla base delle time entries dei giorni precedenti, quale potrebbe essere la routine lavorativa del giorno in modo tale da semplificare la procedura di time tracking per l’utente. Questa caratteristica è riassunta nel nostro motto: Simple intelligent time tracking.

 

Perché hai deciso di partecipare a .itCup?

Abbiamo deciso di partecipare a .itCup in quanto pensiamo di poter ottenere dei feedback utilissimi sullo sviluppo del nostro prodotto in vista di appuntamenti importanti (la prossima major release di Ottobre ed il Web Summit a Dublino a Novembre). .itCup è anche l’occasione per confrontarsi con altre startup innovative e sicuramente sarà interessante fare networking e instaurare, se possibile, qualche partnership o collaborazione. .itCup inoltre mette a disposizione diversi premi, interessanti a livello economico, ma soprattutto a livello di crescita personale (vedi il premio di Idlab). Timeneye sta crescendo esponenzialmente e .itCup potrebbe essere un buon trampolino da lancio per essere maggiormente presenti sulla scena italiana. Ci tengo anche a precisare che tutte le call che ho fatto finora sono state veramente utili e ho trovato persone disponibili e soprattutto che amano fare il proprio lavoro. Per ora si sta rivelando un’ottima esperienza.

 

Molti italiani vanno in Silicon Valley per investire sul proprio progetto innovativo. Secondo te in Italia cosa non funziona? Dove si blocca il meccanismo della filiera?

Ritengo che il nostro territorio offra la possibilità a giovani di realizzare nuove idee imprenditoriali attraverso bandi regionali e nazionali (nel 2013 abbiamo vinto il premio Startcup Spinner grazie ad un altra startup: Inbooki) unitamente alla presenza di incubatori e business angels. Noto però una differenza fondamentale rispetto alla realtà americana in cui si preferiscono idee di business caratterizzate da progetti a lungo termine piuttosto che da iniziative che porterebbero un ritorno economico immediato ma che, non essendo supportate da una roadmap ottimizzata per far durare il progetto nel tempo, presentano un deficit strutturale importante. Le competenze limitate nei campi dell’informatica e del software unitamente alla scarsa lungimiranza degli investitori fanno si che molti progetti che hanno ricevuto seed iniziali si esauriscano in breve tempo creando un danno per l’azienda e allo stesso ecosistema di startup italiane.

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