Sì, la Silicon Valley è davvero un sogno! | ITCup
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Sì, la Silicon Valley è davvero un sogno!

Sì, la Silicon Valley è davvero un sogno!

Daniele Ratti ha vinto lo scorso 10 ottobre 2014 la nostra .itCup. Per lui, tra i tanti premi messi in palio nell’edizione 2014, quello più ambito: la partecipazione alle tre settimane di Startup School con Mind The Bridge a San Francisco. Dal 10 ottobre al giorno della partenza, il 20 febbraio, Daniele non si è fatto mancare nulla, dalla laurea in ingegneria discussa prima di Natale al lancio delle nuove features per la sua Fatture in Cloud, compreso lo sviluppo e la release dell’app Android. Ma a Daniele, che ha solo 23 anni, non mancano le energie e la prospettiva di volare in Silicon Valley metterebbe le ali a chiunque! Un mese dopo Daniele è tornato e abbiamo deciso di sfidare il jetlag e tirarlo giù dal letto di prima mattina per farci raccontare le impressioni a caldo del suo viaggio negli States.

Prima di tutto: è stata un’avventura straordinaria, sotto ogni aspetto. Il giorno frequentavo la scuola di MtB, con orari anche piuttosto serrati. Durante la notte spesso facevo lunghe sessioni di lavoro su Fatture in Cloud, sfruttando il fuso orario per comunicare con gli altri ragazzi del team in Italia. E il weekend, libero dalla scuola, approfittavo per scoprire un po’ di questa terra meravigliosa. L’intera prima settimana, prima di arrivare a San Francisco, l’ho passata in viaggio on the road insieme ai miei amici Luca e Marco, che hanno partecipato con la loro startup alla scuola, e a Carola, la mia ragazza e mia compagna nel team di Fatture in Cloud.  Abbiamo visto il Gran Canyon, Las Vegas, Los Angeles e molto altro. Non solo una bellissima esperienza da startupper ma anche un viaggio che poterò davvero nel cuore per un sacco di tempo. Grazie!

 

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Parliamo della scuola. Com’è stato l’approccio con Mind The Bridge? Com’era composta la classe e come si svolgeva la formazione?

Siamo arrivati il primo giorno e ci hanno fatto salire su un building altissimo, penso uno dei più alti, si vedeva praticamente tutta San Francisco! La classe era composta da altri tre italiani oltre me e da un gruppo di startupper del Kuwait, portati a San Francisco grazie alla sponsorship di una grossa azienda di telecomunicazioni. Ci hanno fatto subito fare il pitch (il mio primo in inglese!) e già ricevere feedback dai compagni di corso è stato utile. Hanno selezionato cinque startup per essere seguite come case studies e Fatture in Cloud è stata una di queste. Devo dire che in tutto il percorso della scuola ho ricevuto davvero tanti complimenti per la mia startup, considerazioni positive e incoraggiamenti che mi hanno fatto davvero piacere, anche durante l’evento finale con i business angels. Abbiamo seguito parecchie ore di lezione, con focus specifico su come portare la propria azienda in Silicon Valley, a partire da come si fa il visto…e poi sessioni sulla “teoria”, su come funziona l’ecosistema, su come si cercano fondi, si valida l’idea, sul modello di business, con molti esempi concreti, che sono necessari. Ci hanno fatto visitare anche una serie di aziende ICT in Silicon.

 

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Qual è la sensazione più forte che hai ricavato da tutta l’esperienza?

Sicuramente l’entusiasmo! Stare a contatto con chi fa le tue stesse cose con passione è già una belle iniezione di energia. Mi ha colpito la voglia di fare che c’è in Silicon Valley e anche la semplicità con cui si trovano delle buone opportunità, cosa a cui in Italia non siamo abituati, purtroppo. Un esempio che vale per tutti: Charles Versaggi, direttore della Scuola, 70 anni di esperienza e passione, ci ha parlato della startup che sta lanciando e di come si sia tuffato nello studio dei bisogni del mercato, ascoltando anche le persone per strada, e nella ricerca di investitori. Quando una persona di quello spessore e di quella esperienza che si mette in gioco ancora una volta con una nuova attività è uno stimolo straordinario per chi, come me, ha ancora tanta strada da percorrere e tanta voglia di fare impresa. Il valore umano dell’esperienza con Mind The Bridge è stato grande anche per questo.

 

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E l’Italia? Con quali occhi la guardi adesso che sei tornato?

Sarei ipocrita se non dicessi che tornare qui ti mette di nuovo a confronto con tutte le difficoltà di questo paese e in particolare di questo settore. Quello che già sapevo e che ho capito ancora meglio andando negli States è che noi non siamo un paese di early adopters. Da noi già intercettare gli utenti di un servizio web è una fatica per le startup, vista la scarsa propensione all’uso dei servizi digitali. In più c’è un generale sospetto nei confronti delle procedure innovative, a tutti i livelli. Faccio un esempio. Arizona, attraversiamo il deserto in auto. Troviamo un paesino e ci fermiamo al classico drugstore per comprare qualcosa. Bene, la cassa dello sperduto drugstore nello sperduto paesino dell’Arizona accettava pagamenti con Google Wallet e Apple Pay. Da noi in certe zone è ancora una lotta per pagare con la carta di credito piccole cifre… Siamo indietro, lo sappiamo. Il mercato delle startup qui è piccolo e abbiamo per forza bisogna di guardare fuori per cercare utenti e capitali. Abbiamo idee e qualità nella realizzazione, ma anche con un servizio che funziona bene e fattura la strada della ricerca dei finanziamenti è tutta in salita.

 

Cosa farai nei prossimi mesi con Fatture in Cloud? Quali sono le prossime novità?

In questo momento sono tranquillo: il servizio funziona a regime anche se continuiamo a lavorare sulle features per dare sempre più servizi ai clienti. Siamo oltre i 30.000 utenti, un bel risultato. Cerchiamo di espandere il mercato e guardiamo alla possibilità di uscire dall’Italia e lanciare all’estero. Nel frattempo mi sono anche laureato, quindi la strada è in discesa e posso rilassarmi. (ride) Questi mesi sono stati importanti, con un incremento costante di utenti. La Silicon Valley è stata uno stimolo e anche un bel momento di riposo, un premio dopo tanto lavoro. Ma non molliamo la presa!   Vuoi dare qualche consiglio ai partecipanti di .itCup 2015? Date il massimo per poter vincere questo premio e in generale, per i finalisti, godetevi anche l’opportunità della formazione e dell’incontro con gli altri partecipanti. Mettetecela tutta per andare in Silicon Valley perché è davvero una esperienza fantastica e da non perdere!

 

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